Intervista a Riley: "Fuori dalla crisi, l'accordo con Microsoft piacerà anche agli editori" MILANO - "Yahoo! crea ogni giorno nuovi posti di lavoro, abbiamo 14 mila addetti nel mondo e i nostri piani di sviluppo prevedono di assumere a breve altri specialisti". Rich Riley giovane vicepresidente europeo di Yahoo!, relatore allo Iab Forum di Milano, non ha la faccia di un capitano coraggioso uscito dalla tempesta finanziaria e mediatica che ha scompaginato l'azienda negli ultimi mesi. Anzi celebra i numeri del portale: con 600 milioni di utenti nel mondo ha realizzato, nel terzo trimestre di quest'anno, un utile di 186 milioni di dollari +244% rispetto allo stesso periodo del 2008.
Anche in Italia, con la guida di Lorenzo Montagna, Yahoo! cresce oltre le previsioni con un balzo del 19% sul 2008. Una nuova alba, si direbbe, per un'azienda che colpita dalla crisi mondiale era stata costretta a ridurre il personale del 5%, con la cessazione di alcune attività.
Su cosa si basa questo nuovo ottimismo? Di sicuro sul lancio della nuova homepage (la versione italiana arriverà prima di Natale) molto semplice e intuitiva, alleggerita graficamente, velocissima nelle ricerche. Sembra un ritorno alla prima directory primitiva che, quasi per hobby, due geniali studenti della Stanford University, Jerry Yang e David Filo, fondarono nel 1994.
Back to basic quindi? "Beh non proprio" dice Riley "l'utente di Internet in questi ultimi 15 anni è diventato molto più sofisticato e la nuova homepage risponde a queste esigenze di semplicità, velocità e interrelazioni continue fra i contenuti. E' un'ottima palestra per il multitasking ricchissima di musica e video".
Il secondo motivo di ottimismo arriva dalle parole pronunciate a fine ottobre dal numero uno di Yahoo! Carol Bartz: "Triplicheremo il nostro margine operativo nei prossimi tre anni, tra il 15 e il 20% entro il 2012".
"La forza di Yahoo!" continua Riley "è che riesce a offrire agli inserzionisti pubblicitari una quantità enorme di contatti in maniera semplice: oltre al nostro portale vendiamo anche spazi su altre grosse community come ad esempio Bebo in Inghilterra".
Com'è noto, l'accordo commerciale con Microsoft -che come dicono i big delle due società "sarà un'ottima cosa per gli utenti, gli inserzionisti di pubblicità e gli editori" è stato rimandato di recente per gestire al meglio un patto che darà i suoi frutti nell'arco di un decennio, anni che si annunciano esplosivi
per la crescita del web e della sua pubblicità.
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